Il monumento meglio conservato è la torre pentagonale detta “degli Obertenghi”, perchè da questi fatta edificare intorno al X secolo.
Alta 25 metri con un perimetro di ugual misura, con forme architettoniche romano bizantine con elementi pisani, ci è giunta praticamente intatta attraverso i secoli: l’unico rimaneggiamento è costituito da un restauro dei primi del 900, volto a riparare i danni subiti nel bombardamento nel 1799 da parte dell’esercito austro-russo. Tale restauro compiuto dall’Architetto D’Andrade, che ha interessato la ricostruzione di uno spigolo in prossimità dell’apice ed il risanamento dell’intera opera muraria e delle strutture lignee, ha permesso alla Torre di essere dichiarata Monumento Nazionale.
La torre costituiva il punto focale del sistema difensivo; situata nella zona più vulnerabile agli attacchi, si poneva come un vero bastione con il suo spigolo minacciosamente proteso in direzione degli eventuali assalitori della porta Sovrana e con gli altri lati, provvisti di feritoie, a difesa delle due porte laterali.
Alla torre si accedeva attraverso una stretta porta ancora oggi visibile. Tale apertura doveva essere in stretto rapporto con il castello, al quale doveva essere collegata mediante un ponte levatoio, o in corrispondenza di questa doveva giungere il camminamento superiore delle mura, l’attuale porta di accesso è del 1759. La torre attualmente ospita il MaP – Museo Arti e paesaggi
Modalità di accesso:
Si accede alla struttura dal portone principale sito in Piazza Muccini 1.
Nel cuore del centro storico del borgo arroccato di Arcola, la costruzione del castello è legata alle vicende storiche che portarono, dall’XI secolo, alla rinascita del borgo arcolano sotto il dominio degli Obertenghi dopo le invasioni ed i saccheggi portati prima dai Normanni e poi dai Saraceni.
Dopo la dinastia obertenga, che del castello arcolano aveva fatto uno dei più importanti centri difensivi dell’alto medioevo, nel XIII secolo i Malaspina succedettero nella gestione feudale dei possedimenti su Arcola ed il relativo castello.
È in questo periodo storico che si registra il primo assedio genovese ad opera di Oberto Doria (1278); negli assalti verrà anche coinvolta la vicina e alta torre obertenga. Alla conquista del castello segue la sua vendita alla Repubblica di Genova da parte della famiglia Malaspina.
Il castello verrà poi conquistato nel 1320 da Castruccio Castracani, signore di Lucca, e poi, nel 1430, dal Duca di Milano Filippo Maria Visconti ad opera del suo condottiero perugino Nicolò Piccinino.
Riconquistato nel 1436 dalla Repubblica genovese, il palazzo fu la sede della Podesteria di Arcola e di Vezzano.
Durante le guerre napoleoniche, sul finire del XVIII secolo, il castello subì gli scontri tra gli eserciti franco-genovesi e austro-russi che portarono, tra le altre devastazioni causate dai bombardamenti, anche gravi danni al castello e alla torre.
Per avviare un completo restauro e ripristino della struttura si dovrà attendere il 1884 quando, su progetto dell’ingegnere Canini, l’edificio sarà interessato da una mirata opera conservativa che lo porteranno ad essere, in seguito, sede del municipio arcolano.
Modalità di accesso:
Si accede alla struttura dal portone principale sito in Piazza Muccini Castello Centro storico di Arcola
Il borgo di Trebiano sorge attorno al castello che fu uno dei più forti baluardi del Comitato Lunense.
A cavallo tra la Bassa Val di Magra ed il mare, doveva controllare uno dei passaggi-chiave della riviera orientale, ossia le “scafe” di San Genesio che accoglievano il transito proveniente dalla Toscana, col sicuro approdo di Lerici, il classico scalo per il genovesato e per la Francia. Le prime notizie risalgono all’anno 963, data probabile della sua fondazione.
Il castello, che sovrasta il borgo e gode un esteso panorama sulla Valle della Magra fino al mare, è grande, massiccio e mostra tutta l’essenziale struttura medioevale, fatta soltanto delle mura perimetrali, con una pianta subpentagonale. L’esterno privo di ornamenti, senza finestre, presenta feritoie lunghe e strette e un ingresso con arco gotico. Si accede all’interno mediante una scala, seguita poi da una seconda a scalini selciati, nel lato orientale posano due doppie arcate, al di sopra delle quali corre un cammino di ronda che conduce alla torretta sovrastata da una piccola loggia, ancora contornata dalla merlatura alla ghibellina. E’ probabile che la parte in rovina verso monte, dove la muratura è più incerta, rappresenti il primo nucleo del fabbricato.
Modalità di accesso:
Non è possibile accedere all’interno della struttura.
Ex edificio difensivo risalente alla fine del 1800, posizionato alle spalle del borgo marinaro di San Terenzo, su una collina che domina il Golfo dei Poeti, completamente nascosto e immerso nella tipica vegetazione della macchia mediterranea.
Fontana d’acqua sorgiva situata in prossimità della porta sud del borgo di Arcola, era attiva fin dai primi dell’anno 1000 quando gli Obertenghi iniziarono a fortificare e ampliare il primo insediamento.
La prima citazione della fontana appare nello Statuto arcolano dell’anno 1475.