Una storia millenaria che si dipana tra arte e fede e trasforma in musei i nostri luoghi di culto. Gli edifici, le opere d’arte, i materiali e i cimeli costituiscono la testimonianza del grande patrimonio di tradizione, storia, fede e religiosità.
Costruita nel 1628 su una prima chiesa del 1132 (attuale Oratorio di San Bernardino), è uno scrigno colmo di preziose opere d’arte. Il campanile, staccato dalla Chiesa risale alla metà del 1600 e la piazza antistante è lastricata e decorata con motivi geometrici con ciottoli di fiume di tre colori bianco, nero, rosso e una rosa dei venti, espressione della vita politica repubblicana.
Edificato nel 1556 sul luogo in cui è avvenuta la miracolosa apparizione della Vergine alle sorelle Fiamberti. L’interno è ricco di marmi policromi pregiati, di stucchi e pitture raffinate, tra le quali spiccano gli affreschi del pittore Luigi Agretti. Sotto il piano dell’altare si trova la Cappella sotterranea, luogo dell’Apparizione della Vergine.
“Terribilis est locus iste”: questa inscrizione accoglie i visitatori della Chiesa matrice della comunità arcolana, ricordata già nel 1149 nella bolla pontificia di Eugenio III. Posta sulle pendici del monte Sorbolo a Baccano, è riconoscibile per lo smussamento di uno degli spigoli avvenuto nel 1945, alla fine della guerra, per far passare un carroarmato americano.
Nella Bolla Pontificia di Eugenio III dell’anno 1149 è ricordata per la prima volta tra le chiese battesimali della diocesi di Luni e indicata come “plebem de Treblano”.
Fu costruita nel XVI secolo su una struttura precedente, di stile romanico ha tre navate sostenute da otto colonne di marmo rosso di Trebiano. All’interno custodisce un prezioso trittico marmoreo e un crocefisso a tempera su legno risalente al 1456.
Qui sono conservati tre dipinti di scuola genovese dei secoli XVII e XIX. Si ha notizia di questa chiesa, nella Relevaglia dell’anno 1581: la Comunità dei Cerisi chiedeva ai procuratori della Repubblica di Genova il permesso di prelevare dal fiume Magra sabbia per ristrutturare la chiesa e costruire il campanile.